Spesso si parla di volatilità associandola alle sole oscillazioni negative di mercato. L’informazione passata così è però distorta e incompleta.

Se il titolo che hai comprato sale velocemente è volatile? Sì. Sono volatili solo le azioni? No, anche le valute, i titoli obbligazionari, i fondi comuni d’investimento, talune tipologie di polizze e tanti altri strumenti. Lo stesso strumento è volatile sempre allo stesso modo? No, la volatilità cambia anche nel tempo.

Facciamo un passo indietro. Con il termine volatilità, in modo semplificato, ci si riferisce ad una misura di quanto la quotazione di uno strumento finanziario può salire o scendere in un dato orizzonte temporale. Tanto più velocemente si muove la quotazione nel periodo considerato, tanto maggiore è la volatilità associata allo strumento. Tanto più lungo è l’orizzonte temporale considerato, tanto più la volatilità di ciò che si sta considerando generalmente si appiattisce.

Ti serve conoscere la volatilità degli strumenti che hai in portafoglio? Indispensabile. Non ti serve sapere esattamente la misura di volatilità associata ad ogni tuo investimento ma ti occorre conoscerne la “dimensione”, averne cioè un’idea vicina a quello che può esserne il valore preciso. Solo così infatti puoi avere consapevolezza prima ancora di investire del fatto che il valore dei tuoi investimenti potrebbe muoversi con una certa intensità sia per il verificarsi di talune circostanze di mercato sia per fattori specifici legati al tipo di strumento scelto.

Non ha nessun senso che io ora mi metta a dirti che un titolo azionario ha una volatilità maggiore di un titolo obbligazionario. Primo perché non è sempre vero; secondo perché è molto probabile che tu lo sappia già e terzo perché voglio dirti qualcosa di più utile per te. Voglio suggerirti cosa può generare la volatilità di uno strumento, cosicché tu sia in grado di valutare la volatilità di qualunque investimento tu voglia inserire nel tuo portafoglio, indipendentemente dal numerino che di volta in volta trovi associato a quello strumento. Anche perché quel numero è calcolato su dati storici, cioè passati, e non è detto che si ripeta allo stesso modo nel tempo.

Il messaggio che desidero ti rimanga al termine del post è che la volatilità cela in sé opportunità e rischi. Non è di per sé un elemento negativo. E’ un elemento di cui tener conto per poter scegliere consapevolmente se lo si vuole o meno in portafoglio. E’ un fattore da considerare prima di costruire qualunque portafoglio d’investimenti in modo tale da potergli attribuire la volatilità desiderata e non rimanerne “sconvolti” mentre sei investito. Se tu non la volessi, esistono anche strumenti d’investimento con volatilità pari a zero.

Partiamo dai titoli obbligazionari. Cosa genera la loro volatilità? Tantissimi elementi, diversi naturalmente anche in funzione del tipo di titolo obbligazionario che hai in portafoglio.

Per tutti vale la relazione inversa fra prezzo del titolo obbligazionario e tassi di interesse. Al salire dei tassi scende il prezzo dell’obbligazione e i movimenti sono tanto più amplificati quanto più lunga è la scadenza dell’obbligazione. La Fed, la Bce e le altre banche centrali, nel perseguire i loro obiettivi, muovono i tassi di interesse i quali si riflettono sul prezzo delle obbligazioni. Ogni rialzo o previsione di rialzo dei tassi scuote le tue obbligazioni in portafoglio. Ma la loro volatilità dipende anche da altro. Dipende dal fatto di essere un’obbligazione emessa da uno Stato, piuttosto che dal fatto di essere emessa da una società. Dipende dalla qualità dello Stato emittente e della società emittente. Dipende anche dal fatto di essere in valuta oppure in euro. Obbligazioni emesse da una società basata in un paese emergente hanno evidentemente una volatilità diversa rispetto al Bund, considerato il porto sicuro del mondo obbligazionario .. tanto che per potervi accedere oggi devi addirittura pagare tu invece che ricevere rendimento.

Pensa, per i titoli azionari la volatilità dipende anche dal rendimento dei titoli obbligazionari. Un elevato rendimento offerto dalle obbligazioni rende meno attraente l’investimento in azioni, investimento come sai più rischioso, al quale ti avvicini anche nel momento in cui il rendimento potenziale è elevato rispetto al basso rendimento dell’obbligazione. Altrettanto influenti sulla volatilità di un titolo azionario sono il settore in cui opera l’azienda e il paese in cui è basata. A parità di settore, è comunque meno volatile un titolo azionario di una società di un paese sviluppato che quello basato in un paese asiatico o emergente. Naturalmente sul titolo azionario c’è anche una volatilità collegata alla storia della società, a come il suo management ha condotto l’azienda nel passato, a quanta affidabilità è riuscito a costruire attorno alla società.

Il fondo azionario è meno volatile del singolo titolo azionario perché vi si affogano dentro tante volatilità differenti e lo stesso vale per i fondi obbligazionari rispetto ai singoli titoli obbligazionari. La volatilità delle valute è legata a fattori macroeconomici del paese di riferimento e alle relazioni fra tassi d’interesse in vigore in paesi differenti.

Infine, pur non esaurendo qui l’argomento volatilità, quella connessa ai mercati finanziari di paesi sviluppati è generalmente inferiore a quella vissuta dai mercati finanziari di paesi emergenti o asiatici. Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che è più difficile “prevederne” gli andamenti di fattori macroeconomici e politici. La maggiore volatilità sconta una maggiore incertezza legata a questi mondi.

Ecco, ora hai qualche informazione in più da considerare mentre dai vita al tuo portafoglio che avrà le oscillazioni che tu ti aspetti possa avere e che sai di poter “reggere”.

Alla prossima… volatilità!

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