Nulla accade per caso

Periodicamente capita che si accumuli liquidità sul conto corrente. Hai avuto meno spese del solito oppure è entrata liquidità inattesa oppure ancora sei stato straordinariamente più parsimonioso. Comunque sia, hai liquidità sul conto e vorresti investirla. Prendi appuntamento e ti rechi in banca per “sistemarla”. Le prime ed immediate domande che sorgono, in genere, in questa situazione sono: “Cosa mi consiglia? Che prodotto avete?” A volte, si accompagna questa richiesta

Cosa significa avere un portafoglio d’investimenti multi-brand? Le società che si occupano di investimenti e di gestione del risparmio sono cresciute, nel corso degli anni, sia numericamente sia dimensionalmente. Oggi ne esistono tantissime: alcune note e di grandi dimensioni, altre più piccole e poco conosciute, altre ancora molto specializzate e di nicchia. Il panorama è veramente molto ampio ed i prodotti in cui investire sono talmente numerosi che non è

Quante volte ce lo chiediamo? In fondo, credo sia lecito ed utile chiederselo, soprattutto se investi il tuo denaro e ti aspetti che questo impegno produca dei risultati… fino, appunto, al raddoppio del capitale. Non è difficile da calcolare, se ti basta un’idea approssimativa. Non ti servono complesse formule matematiche, strumenti di calcolo e altre specifiche conoscenze. Ti basta la regola del 72. E’ semplice e ti spiego come funziona.

Morgan Housel racconta la loro storia ad introduzione del suo libro, “The Psycology of Money”.   Read nacque nel Vermount e fu la prima persona della sua famiglia a diplomarsi, facendo l’autostop per il campus ogni giorno. Chi lo conosceva non ricordava altro della sua semplice vita. Riparò auto per 25 anni in una stazione di servizio, fece il custode, comprò un appartamento di due stanze e visse lì per

Liquidità sul conto. Ne parlavo l’altro giorno con un cliente. Tutti conosciamo molto bene le ragioni per cui non conviene tenerne in eccesso:   L’inflazione lentamente la consuma: le stesse cose che oggi compreresti con 100 euro, fra dieci anni ti costeranno di più … probabilmente molto di più. Ha un costo opportunità variabile ma importante: se non la investi, cioè, perdi l’opportunità di ricavarne un rendimento, piccolo o grande

Quando lavoravo come gestore di fondi comuni d’investimento ed arrivava il mese di maggio, in ufficio, fra colleghi, capitava così spesso di dire “sell in may and go away” che ancora oggi, a maggio, mentre lavoro seduta davanti al mio pc senza colleghi intorno a me, nella testa fanno capolino le stesse parole e sorrido divertita … “Sell in may and go away” è un adagio molto conosciuto nel mondo

Di recente mi sono trovata ad analizzare il portafoglio investimenti di una cara dottoressa, dirigente medico all’Ospedale San Raffaele di Milano. Il suo portafoglio si caratterizza, fra le altre cose, per una corposa presenza di fondi a scadenza con cedola: ciò mi ha spinto a scriverne un articolo per chiarire meglio alcune errate percezioni. Come soluzione d’investimento, i fondi a scadenza con cedola sono stati ampiamente utilizzati negli ultimi anni

Un titolo di giornale o di telegiornale cattura la tua attenzione e decidi di “controllare” il tuo portafoglio. Forse è anche passato un po’ di tempo dall’ultima volta che hai “controllato” gli investimenti e ne approfitti pensando che sia ora di dargli una nuova occhiata. A volte, ti capita di scambiare qualche considerazione con conoscenti o colleghi ed è anche così che decidi che è meglio verificare il tuo portafoglio.

Quante volte hai trovato sul quotidiano o su stampa specializzata la tabella di confronto delle performance fra vari fondi comuni d’investimento? Senz’altro in conclusione d’anno oppure in occasione di accadimenti particolari di mercato: il rally di qualche settore o di qualche area geografica, per esempio. Spesso queste tabelle sono l’occasione per decidere come investire la liquidità che magari da qualche tempo giace sul conto o per fare qualche riflessione sui

Esiste un rischio che riguarda tutti. Ed esiste indipendentemente dall’età che abbiamo, dal fatto di essere single o sposati o divorziati, dalla professione che esercitiamo e dal fatto di avere figli o meno. E’ il rischio che, dall’oggi al domani, senza preavviso, cambi la normativa che regola le imposte di successione. Da un milione di franchigia ed il 4% di aliquota agevolata per coniuge e figli, per esempio, passiamo a