Liquidità sul conto. Ne parlavo l’altro giorno con un cliente. Tutti conosciamo molto bene le ragioni per cui non conviene tenerne in eccesso:

 

  1. L’inflazione lentamente la consuma: le stesse cose che oggi compreresti con 100 euro, fra dieci anni ti costeranno di più … probabilmente molto di più.
  2. Ha un costo opportunità variabile ma importante: se non la investi, cioè, perdi l’opportunità di ricavarne un rendimento, piccolo o grande che sia.
  3. Ha un costo vero e proprio perché sulla liquidità di conto corrente, oltre un certo importo, paghi l’imposta di bollo pari allo 0,2%.

 

E poi ancora …

  1. Potrebbe avere un ulteriore costo se l’istituto presso cui hai il conto corrente applica spese per il fatto che detieni liquidità sul conto senza investirla.
  2. Potrebbe essere oggetto di nuova patrimoniale se il governo decidesse di ripetere l’esperienza del ’92 con il fulmineo prelievo dal conto.
  3. Potrebbe subire la legge sul bail-in con cui, in caso di difficoltà finanziarie della banca di cui sei correntista, puoi essere coinvolto nel salvataggio dell’Istituto con le tue stesse risorse se detieni liquidità in misura superiore ai 100.000 euro.

 

Tanti validissimi motivi per non avere nemmeno (quasi) un euro di liquidità sul conto corrente.

 

Eppure, a settimane alterne, i media ci ricordano come sui conti correnti degli italiani ci siano complessivamente depositati oltre 1.800 miliardi di liquidità. Una cifra enorme, un fenomeno tutto italiano.

I giornali parlano superficialmente del perché non conviene averne così tanta e nessuno di essi (o forse mi è sfuggito?) si sofferma sul perché, nonostante tutto, nulla cambi.

 

Si limitano ad affermare che gli italiani non investono per paura oppure per non trovarsi sprovvisti di liquidità di fronte ad imprevisti non ben definiti. Salvo qualche analisi di settore, che rimane confinata a pochi, nessun media va a fondo delle più profonde ragioni per cui la situazione rimane immutata.

La situazione non cambia nonostante arrivino anche, a gran voce e da più parti, richieste di investire nelle aziende italiane e quotate per aiutarle a reperire risorse necessarie alla loro crescita affinché queste possano, per tale via, offrire nuove opportunità di lavoro agli italiani stessi.

 

Posto che ritengo utile avere una certa misura di liquidità sul conto, ho provato a proporre in questo articolo alcune delle possibili ragioni dell’eccesso di liquidità perché capire a fondo le motivazioni di questa sproporzione aiuta a trovare quale dovrebbe essere la quantità “giusta”. 

Così è stato con i miei clienti.

 

Avere risorse da utilizzare di fronte ad avvenimenti inattesi o l’aver vissuto una precedente negativa esperienza d’investimento sono le motivazioni più “immediate”, quelle che emergono “in automatico”.

 

Ulteriori motivi sono i seguenti.

 

Tanti temono, ad esempio, che il proprio denaro rimanga “bloccato” in investimenti per un tempo indefinito durante il quale, invece, si potrebbe averne bisogno per più di una ragione.

Alcuni semplicemente perché nessuno calcola per loro la quantità di liquidità di cui avrebbero effettivamente bisogno al verificarsi di un grave imprevisto: nel dubbio, quindi, si tiene tutto sul conto non sapendo neppure se effettivamente quella liquidità sarà sufficiente ad affrontare l’imprevisto.

Qualcuno tiene molta liquidità perché le proposte d’investimento ricevute hanno l’aria di essere un ottimo affare più per chi le propone che per chi le riceve: non si capisce su cosa si starebbe investendo e perché si dovrebbe investire e, di solito, quando non si capisce una cosa se ne sta alla larga.

A volte, succede che nessuno spiega come ci si comporterà se e quando l’investimento proposto dovesse essere in perdita. Si teme che ogni investimento sia rischioso allo stesso modo e non si conosce l’eventuale perdita cui si va potenzialmente incontro: di fronte all’incertezza di quanto si potrebbe perdere, non si investe nulla.

Altre volte, si aspetta il momento giusto per investire, come se fosse davvero possibile individuare l’esatto momento. Ma l’esatto momento rispetto a quale orizzonte temporale?

Infine, molte persone tengono liquidità sul conto perché sanno genericamente che non conviene ma nessuno spiega loro quali e quanti sono i costi effettivi e quelli possibili del tenere liquidità sul conto.

 

Manca, a mio avviso, uno “studio per la liquidità”, cioè una sua analisi secondo quanto appena esposto.

Tenerla in balia degli eventi non è l’unica scelta possibile e quando ho affrontato insieme al mio cliente ciascuno di questi punti, quasi in automatico è emersa la “giusta” quantità di liquidità da lasciare sul conto.

 

Cinzia Pedemonte
Consulente del Patrimonio di Famiglia
Scelte di investimento per valorizzare il patrimonio finanziario e strumenti di protezione patrimoniale per difendere l’integrità del patrimonio e delle relazioni familiari.

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