La risposta è corale: mai! È tra le regole fondamentali che ti insegnano quando, il giorno stesso in cui hai compiuto 18 anni, sei andato nella scuola guida più vicina a te e ti sei iscritto per prendere la patente… ricordi? Sono certa di sì.

Ti hanno mostrato un sacco di regole e hai fatto qualche “guida” di prova con l’istruttore. Anche in autostrada. E lui, istruttore di esperienza, con ore e ore di guida alle spalle, che ha trattato dai casi più disperati a quelli più “smart”, non ha mia smesso di ripeterti che per guidare si usano le marce dalla prima alla quinta e sesta, se presente. Per parcheggiare e poche altre cose, la retromarcia.

Nel momento in cui vai ad investire il tuo denaro in strumenti finanziari, dovresti aver chiari gli obiettivi che vorresti raggiungere nei tempi a venire… corretto? Perché allora scegli gli strumenti finanziari osservando il rendimento che hanno avuto in passato? Perché cerchi un obiettivo futuro guidando in retromarcia? Stai osservando un rendimento passato. Non sto dicendo che quello strumento non sia più in grado di generare rendimento negli anni a venire, assolutamente. Sto dicendo che è la prospettiva che deve cambiare. Scelgo quello strumento finanziario perché è il mezzo con cui raggiungere il mio obiettivo, obiettivo che troppo semplicisticamente riconduciamo a “rendimento”.

Il tuo obiettivo deve essere meglio specificato, meglio definito.

Voglio investire oggi questa somma di denaro con l’obiettivo di avere fra 7 anni il capitale necessario per pagare l’università a mio figlio. Voglio iniziare ad accantonare oggi il capitale che mi servirà fra 15 anni per cessare l’attività lavorativa e avere risorse adeguate allo stile di vita che ho sempre condotto.

Implicitamente anche questi sono obiettivi di rendimento del capitale investito perché si propongono di farlo crescere. Ma non è genericamente individuato. Ed è proprio sulla base di questo obiettivo meglio definito che posso selezionare gli strumenti finanziari più adeguati al raggiungimento dei miei obiettivi.

Partire dall’osservazione del rendimento dello strumento per cercare di raggiungere il mio obiettivo significa agire al contrario, come guidare in autostrada in retromarcia. Lo faresti mai? Senz’altro no.

Troppo spesso, quando decidiamo di investire il nostro denaro, partiamo dal prospetto informativo dello strumento finanziario. Questo è un documento utilissimo, che va studiato attentamente e che fornisce informazioni importanti. Che tutte devono essere valutate e considerate. Ma, spessissimo, guardiamo la prima informazione, la perfomance, e stabiliamo se è lo strumento che fa al caso nostro oppure no.

Generalmente, quindi, commettiamo due errori in uno: partiamo dal rendimento (passato) e tralasciamo addirittura tutte le altre informazioni contenute sul prospetto, che pur rivestono grande utilità.

Investiamo su ciò che ha generato rendimento negli anni passati, seguendo un po’ la logica “del senno del poi”. Se “poi” lo strumento finanziario non genera per noi lo stesso rendimento “passato” restiamo addirittura delusi.. e pensiamo di essere perseguitati dalla “sfortuna” di colui che sceglie sempre il momento peggiore per investire o per comprare uno strumento finanziario. Non è così. È la logica di approccio all’investimento che deve cambiare.

Partiamo dagli obiettivi, obiettivi non semplicisticamente individuabili in un numero pari al rendimento desiderato. Sulla base di questi obiettivi costruiamo la nostra asset allocation. In funzione della nostra asset allocation andiamo a scegliere gli strumenti finanziari più adeguati, anche e non solo leggendo il prospetto informativo. Partiamo inserendo la prima, non la retromarcia. Gestiamo il portafoglio non cadendo negli errori comportamentali di cui abbiamo parlato nel precedente articolo. Cambiamo corsia se lo riteniamo opportuno. Guidiamo guardando avanti.

Buon viaggio!

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