Si parte sempre dagli obiettivi. Nella vita personale e professionale ma anche, come ti ho detto nel mio primissimo post di strategia finanziaria, di fronte alla costruzione del tuo portafoglio d’investimenti.

Ad ogni obiettivo associ un tuo orizzonte temporale: “Fra dieci anni voglio avere il capitale necessario per potermi dedicare più ai miei interessi personali che alla mia attività lavorativa”. Credo ciecamente in questo, cioè nel fatto che ciascuno di noi debba vedere l’investimento non come alternativa per guadagnare qualche soldo e non lasciare i denari sul conto corrente, quanto piuttosto come soluzione per raggiungere determinati obiettivi.

Per carità, anche il guadagnare è un obiettivo. Ma allora devi avere chiaro quanto vorresti guadagnare e su quale orizzonte temporale e capire se quello che tu hai in testa è qualcosa di realizzabile oppure se è semplicemente un sogno. Certo, potrebbe non essere un esercizio facile capirlo perché ciascuno ha il proprio livello di dimestichezza con questi concetti e un personale interesse verso queste tematiche, che può essere molto alto oppure pari a zero.

Il tuo portafoglio deve essere espressione dei tuoi obiettivi di breve, medio e lungo periodo. Per dare concretamente vita al tuo portafoglio devi scegliere gli strumenti adatti a ciascun orizzonte temporale e coerenti con il tuo livello di propensione al rischio.

Fino a qualche anno fa, potevi scegliere fra azioni, obbligazioni e fondi. Potevi dilettarti fra azioni italiane o estere, obbligazioni in euro o in valuta e fondi comuni d’investimento di numerose società di asset management. Oggi puoi scegliere in un paniere di strumenti decisamente più ampio e più sofisticato, composto da “attrezzi” di cui è utile conoscere il funzionamento per poterli usare con consapevolezza. Accanto ad azioni, obbligazioni e fondi, puoi utilizzare future, opzioni, etf passivi e attivi, etc, certificates, gestioni, polizze .. l’elenco è davvero lungo. Anche senza voler essere un esperto, conoscere i tratti distintivi degli strumenti che hai in portafoglio è utile affinché tu possa capire se con questo strumento puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Puoi approfondire in autonomia strumenti e mercati o cercare l’assistenza di un professionista del settore: entrambe le soluzioni ti devono permettere di investire con consapevolezza.

“Fra dieci anni voglio avere il capitale necessario per potermi dedicare più ai miei interessi personali che alla mia attività lavorativa”. Riprendiamo questo tuo obiettivo di lungo periodo. Su un orizzonte temporale di questo tipo, gli strumenti più adeguati sono quelli azionari caratterizzati da una volatilità più elevata in cambio di un rendimento potenzialmente più elevato. Potremmo scegliere fra singole azioni e fondi azionari, se preferiamo strumenti più “tradizionali” e conosciuti, oppure, per esempio, fra Etf passivi e attivi, se desideriamo uno strumento più “giovane” e con caratteristiche differenti. Gli Etf sono generalmente conosciuti come strumenti d’investimento ai quali è associato un “costo” minore per l’investitore. Provo a spiegarti ancor meglio questo concetto. Pensa al fondo azionario come ad un cesto all’interno del quale una persona decidere di mettere pesche, albicocche e arance e di non mettere mele e pere. Questa persona fa una scelta sulla base di informazioni che raccoglie e che riguardano la stagionalità della frutta, le caratteristiche dei singoli prodotti e così via. Per raccogliere queste informazioni spende tempo e denaro. Il costo associato al fondo azionario, generalmente parlando, è il compenso del gestore per la sua attività di scelta dei titoli azionari da comprare per comporre il suo cesto ed il suo obiettivo è quello di renderlo migliore degli altri e migliore anche del cesto “generico”, comprensivo, cioè, di tutto ciò che è frutta. L’Etf passivo, a differenza del fondo, è un cesto identico a quello “generico”. Il gestore, pertanto, lo replica esattamente senza effettuare scelte di alcun genere. Non ha bisogno di molte informazioni se non quelle relative allo studio dell’esatta composizione da replicare. Spende quindi meno denaro e meno tempo. Per questo l’Etf passivo ha un “costo” minore. Replicare un cesto o cercare di fare il miglior cesto sono strategie differenti ai quali è associato un costo di realizzo diverso. Con l’Etf ti crei l’investimento sul mercato americano o sul mercato cinese o su quello che vuoi tu; con il fondo, ti crei (ti dovresti creare) il miglior investimento sul mercato americano o sul mercato cinese o su quello che vuoi tu. Questa semplice esemplificazione mi è utile per arrivare a descriverti l’Etf attivo, strumento più recente che inizia a diffondersi rapidamente.

Non è un semplice replicante come l’Etf passivo ma è qualcosa di più simile al fondo comune d’investimento. Anch’esso, infatti, rispetto al cesto “generico”, ha delle differenze dovute a vere e proprie scelte attive compiute dal gestore. Proprio come se fosse un fondo. Che differenza c’è allora tra un Etf attivo e un fondo? L’Etf attivo è quotato e negoziabile in borsa, proprio come un Etf passivo e a differenza del fondo comune d’investimento. E’ uno strumento innovativo, evoluto, che unisce il basso costo tipico dell’Etf ai vantaggi della selezione attiva propria del fondo comune d’investimento.

Tutto si evolve e naturalmente, anche gli strumenti per investire. Il tuo portafoglio può essere composto anche da questi strumenti, purché naturalmente siano funzionali ai tuoi obiettivi e alla tua strategia finanziaria.

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